25 apr 2009

TERREMOTO :IRPINIA

Sono tornato nella valle!
Guardo con affraanta nostalgia l'erto colle,che monco svetta nel cielo vedovo,maculato da qualche nuvola bigia.
Rivedo il campanile
La chiesa .La cupola.Il palazzo nero.
Case,umili case,con finestre e balconi e vanitose verande.
Ai miei piedi la Taverna di Sasca.Integre.
é azzurro listato di crepe.
Una lieve brezza,mandata dal cielo,pentito,accarezza la mia mente,
e smuove i ricordi.Quanti!
Ritornano gli echi di leggende,come rondini,che garrule,recano raggi di sole sincero; come mandrie,nel turbinio di polvere inesausto.
Sprazzi di storia.Fantasmi.Cavalieri.Signori..Servi della gleba.
Sosto nella valle.Verso lacrime impudiche.
Mi riscaldo al tepore ribelle dell'animo mio,mentre una coltre bianca attanaglia il mio cuore smorto e offusca la mia vista.
Divampa l'amore verso la mia terra,operativo e prepotente.
Et animus stupet donum exitiale!
San Mango sul Calore.23 novembre 1980.
DI Ubaldo Rappucci- tratto da libro:San Mango sul Calore -edito a cura della pro loco

19 apr 2009

ISOLE-POMPIERI

Acqua aria terra e fuoco,secondo i filosofi più antichi gli elementi primi dell'universo;possono impazzire ogni momento:e allora sono inondazioni rovinose,cicloni che spazzano tutto, frane terrificanti,incendi infernali.Spesso è la mano dell'uomo a stravolgere il fragile equilibrio della vita:una mano superba che offende,brucia, devasta,che gode a seminare morte e distruzione.E cosi c'è chi deve correre a porre riparo,subito,adesso,prima che tutto degeneri,quando le fiamme gridano e il mondo va in fumo,quando il pericolo è massimo.Poi arriveranno i politici, i discorsi di chi sdegnato condanna e auspica una pronta ricostruzione:ma intanto in mezzo alla catasfrofe ci s'infilano i pompieri,a rischiare la pelle per salvare il salvabile.Li abbiamo ammirati tra le macerie della Torri Gemelle,e a Roma in via Ventotene,angeli umani,generosi,mortali.Nella nostra pigra immaginazione li avevamo lasciati in cima ad una scala alle prese con un gattino o una fanciulla scarmigliata,oppure con un idrante in mano a spegnere un fuoco lontano:ora sappiamo definitivamente che i pompieri crepano per noi ogni giorno e che non si tirano mai indietro.Cosi mi sembra giusto dedicare un'isola alla più bella caserma dei pompieri che ci sia al mondo.Sta tra via Caposile e via Cantone,nel quartiere Prati, e porta il nome di Massimo Frosi, un giovane pompiere deceduto in un elicottero precipitato sul monte Gennaro.é un edificio costruito negli anni Trenta,un epoca politicamente tragica ma che ha lasciato alla città tante splendide costruzioni.La Casema FRosi è un gioiello architettonico,armonioso e funzionale,sembra un castello antico eppure moderno,con due torri circolari e mura possenti.Sei grandi saracinesche rosse dividono e congiungono la caserma e la strada:basta una chiamata,un allarme,e in un baleno le saracinesche si sollevano e a sirene spiegate escono le autobotti cariche di uomini lanciati verso le fiamme e le disgrazie.Vanno e non sanno se torneranno indietro,se a sera avranno un piatto di pasta o una medaglia al valore.

Dedico questo brano a tutti i pompieri impegnati in questi e futuri giorni nel terremoto d'Abruzzo.
Questo brano è tratto dal libro:Isole:guida vagabonda di Roma edito da Einaudi - e 13,50 di Marco Lodoli nato a Roma nel 1956.

09 apr 2009

UNGARETTI:SAN MARTINO DEL CARSO

"SAN MICHELLE DEL CARSO"

Di queste case

Non è rimasto

che qualche muro

Di tanti

Che mi corrispondevano

Non è rimasto

Neppure tanto

Ma nel cuore

Nessuna croce manca

é il mio cuore

IL paese più strazziato


Giuseppe Ungaretti 1916